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IL PRESIDENTE NAPOLITANO HA FIRMATO IL DECRETO SALVA-LISTE – Nella tarda serata di ieri il capo dello stato, Giorgio Napolitano, ha firmato il controverso decreto interpretativo salva-liste varato dal Consiglio dei ministri per sanare il problema delle liste escluse dalla competizione elettorale, cioè la lista di Formigoni in Lombardia e la lista provinciale del Pdl a Roma, collegata al listino – già riammesso l’altro ieri dalla Corte d’Appello di Roma – di Renata Polverini.

 

IL DECRETO LEGGE SALVA-LISTE PDL – Già ieri, prima del consiglio dei ministri, si parlava della struttura del decreto legge che sarebbe stato sottoposto alla firma del capo dello stato. Secondo le anticipazioni, il testo di decreto del quale sono stati informati i ministri sarebbe stato articolato in quattro punti: il primo, che i termini per presentare una lista tengano conto del fatto che i presentatori sono presenti nell’ufficio di consegna nei termini stabiliti dalla legge; il secondo, che la documentazione addotta possa essere verificata dagli organi competenti anche in una seconda fase e non subito, per quanto riguarda gli elementi che hanno scatenato i ricorsi e i controricorsi degli ultimi giorni, cioè i timbri e le vidimazioni; il terzo, che possano fare ricorso al Tar le liste non ammesse, mentre quelle ammesse sulle quali è stato fatto ricorso possono andare davanti al Tar solo dopo il voto. Il quarto punto infine prevede che il decreto si applichi già alle prossime elezioni regionali.