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Bresciaoggi 4 marzo 2010
 
Rappresentare gli interessi dei bresciani là dove si prendono molte importanti decisioni: Mauro Parolini sintetizza così le sue ambizioni da consigliere regionale nelle fila del Popolo della Libertà, a poche ore dalla sentenza del tribunale di Milano che, per ora, esclude la lista della quale fa parte dalle prossime elezioni. 
Cinquantuno anni, sposato con tre figlie, dal 1995 al ’99 consigliere provinciale di minoranza in Forza Italia, negli ultimi dieci assessore ai Lavori pubblici in Provincia, ieri Parolini ha inaugurato in corso Palestro la sede elettorale provvisoria che lo sosterrà fino a fine mese. «Se la politica non costruisce, non solo è inutile ma è dannosa», spiega. Aggiunge che «in Lombardia non siamo però all’anno zero» grazie a quelli che definisce «15 anni di buon governo di Formigoni che hanno eliminato sprechi e dato efficienza alla Pubblica Amministrazione». Il tutto all’insegna della «sussidiarietà», concetto che Parolini coniuga come capacità del pubblico di dare fiducia ai cittadini perché «il compito della politica non è insegnare alla gente come stare al mondo ma aiutarla a stare meglio». 
PAROLINI spiega che la realtà economica bresciana è forte vivace e capace. Pensa all’industria, all’agricoltura, al commercio, al turismo e dice che se andrà in Regione «è a difesa di chi lavora e si dà da fare» in questa provincia. Insomma, l’idea è di essere in Regione «avendo sempre la testa a Brescia e non a Milano». Nel suo programma elettorale ricorda che in dieci anni da assessore ha realizzato la terza corsia della tangenziale Sud, 300 rotatorie, 50 tangenziali, 400 chilometri di strade provinciali. Ieri, nella sede elettorale, ha chiesto di non farlo parlare di infrastrutture, ma una battuta ha voluto farla sull’aeroporto di Montichiari. «Brescia ne ha bisogno – ha detto -, mi sembra evidente il fallimento della gestione veronese. É indubbio che la crescita del D’Annunzio vada ricercata nella collaborazione con lo scalo veronese e con quelli lombardi, ma questo con la necessaria autonomia di ognuno, cosa che solo Brescia non ha». 
PAROLINI è poi tornato sulla «buona politica», che non è quella che si vede in televisione, ha detto, «ma è quella del fare». E ha usato un’immagine da assessore ai lavori pubblici per ricordare gli affascinanti effetti speciali dell’abbattimento dei ponti quando si è iniziato a costruire la terza corsia della tangenziale, ma ha anche sottolineato che le maggiori soddisfazioni sono arrivate quando i ponti sono stati rimessi in piedi. Si è detto orgoglioso di partecipare alle elezioni insieme a Formigoni (se la lista sarà riammessa), perché «molto resta da fare», «L’importante – ha ammonito – è fare un passo alla volta, ma anche in fretta e bene». Quanto ai problemi burocratici nella raccolta delle firme, «servirebbe di sicuro maggiore attenzione a presentare le liste – ha osservato prima di conoscere la sentenza del Tribunale di Milano -, Attenzione però agli eccessi di formalismo. Non è possibile immaginare una corsa in Lombardia senza Formigoni». TH. BEN.