Giornale di brescia 22 maggio 2010
 
Scocciato. Mauro Parolini, assessore provinciale (uscente) e neo consigliere regionale descrive così il suo umore a commento di una sentenza che era attesa, quasi scontata. 
Qualcuno ha «scordato» l’ABC delle procedure di esproprio e «dopo essere passati da Tribunali di mezza Europa non era il caso di lasciare la porta aperta alle possibili interpretazioni sui tempi. Soprattutto se parliamo di 30 giorni, più o meno».
La frittata è fatta e Parolini ha già trascorso parecchie ore al telefono col presidente dell’Anas Mario Tucci. La soluzione, ovvero il piano B, lo illustra lo stesso Parolini. 
«Stiamo studiando l’ipotesi di riportare al Cipe la procedura in modo da rivitalizzare il progetto e mantenerne intatta la validità. Questo non ci impedisce di presentare ricorso al Consiglio di Stato, ma nel contempo si potrebbero aggiornare i termini della dichiarazione di pubblica utilità ripristinando quindi la procedura degli espropri». 
Parolini però ha ragione: il risultato è scocciante, poiché riattivare una procedura di questo tipo significa comunque perdere parecchio tempo. «Ma, nel pieno rispetto dei diritti degli espropriandi (in totale sono circa 400, ndr) sfido invece coloro che sono politicamente schierati contro il progetto ad un dibattito pubblico in valle».
Torti e ragioni sono stabiliti dai giudici, ma questo non toglie che si debba prendere atto di una «falla» dell’impianto complessivo. Eppure di recente 40 milioni di euro sono stati stanziati dalla Brescia-Padova come prima tranche di un importo, a totale carico della concessionaria, pari a 258 milioni.
Quindi i soldi ci sono, è stata esperita pure la procedura di valutazione d’impatto ambientale, ma il progetto esecutivo è pronto da tempo. Il primo lotto dell’autostrada di Valtrompia, ovvero della tratta Concesio-Sarezzo, è comprensivo del delivellamento dell’attuale intersezione tra la ex SS 345 e la viabilità per Lumezzane. La nuova tratta è stata pensata in collegamento con la Sp 19 ed ha una lunghezza complessiva di circa 5 chilometri. Tra le infrastrutture di quest’opera che, comunque sia, sarà un tracciato da costi record, si segnala l’imponente galleria che si sviluppa in località Codolazza di Villa Carcina e dall’attraversamento del fiume Mella in corrispondenza del confine tra i Comuni di Villa Carcina e Sarezzo.
La galleria è del tipo a doppio fornice con sezione pavimentata per ciascuna canna pari a 11,20 metri con due corsie per ogni senso di marcia più quella di emergenza.
Nel frattempo dobbiamo ricordare che le opere pubbliche progettate e non fatte ai bresciani costano 90 milioni di euro l’anno. 
Il dato non è altro che l’aggiornamento (tasso programmato di inflazione, crescita del traffico, ecc.) di uno studio che Confindustria tempo fa si prese la briga di promuovere. Il dato rappresenta il conto dei soldi sprecati, del tempo per mancanza di infrastrutture, dell’inevitabile calo della competitività causato dalle carenze in tema di viabilità, aeroporti e ferrovie. L’elenco è lungo. Ora è partito il cantiere Brebemi che, comunque sia, rappresenta un passo avanti.
Claudio Venturelli