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BILANCIO. PDL PRESENTA ODG SU DOTE SCUOLA E FORMAZIONE PROFESSIONALE

Milano, 23 luglio 2013 – “Sostenere il sistema della Dote Scuola per garantire alle famiglie  un’effettiva libertà di scelta educativa.” È quanto ha affermato il Capogruppo del Popolo della Libertà in Lombardia, Mauro Parolini, in relazione all’ordine del giorno presentato durante l’approvazione dell’Assestamento 2013 in Consiglio regionale e firmato da alcuni consiglieri del gruppo PDL.

“Il sistema della Dote scuola – ha sottolineato Parolini – ha introdotto, in Lombardia, un’efficace riorganizzazione dei contributi scolastici, destinati sia agli studenti delle paritarie, sia a quelli delle statali. In particolare, con la componente della Dote chiamata Buono scuola si tenta di sollevare le famiglie che orientano i propri figli verso gli istituti paritari dal pagamento di una doppia tassa scolastica, quella del normale prelievo fiscale e quella della retta. Alla giunta abbiamo chiesto l’impegno non solo di mantenere ma di rafforzare il sistema della Dote”.

Parolini, inoltre, ricorda che “un sistema scolastico che favorisce la libertà di scelta, consente un significativo risparmio dei costi a carico dello Stato. I dati del ministero, infatti, confermano che un alunno iscritto in una scuola primaria paritaria costa annualmente 866 euro; uno che frequenta la scuola primaria statali ben 6.351”.

Un’altra richiesta che il Popolo delle Libertà avanza all’esecutivo di Maroni è quello riguardante il sistema di Istruzione e Formazione professionale (IFP). “E’ il momento di far sedere ad un tavolo il ministero dell’Istruzione e quello del Lavoro – dice il capogruppo del Pdl – per arrivare ad un effettivo riconoscimento economico del nostro sistema regionale ormai a regime. Proprio il dlgs 226 del 2005, infatti, pone a carico dello Stato il costo dei livelli essenziali delle prestazioni di tale sistema, oggi quasi totalmente sulle spalle del bilancio regionale.

“Non va dimenticato – conclude Parolini – che i percorsi regionali di secondo ciclo di IFP assolvono il “diritto-dovere di istruzione e formazione” e che, pertanto, garantiscono una attività formativa per la quale lo Stato dovrebbe garantire il necessario sostegno economico”.