bresciaoggi 7 luglio 2010
 
La lettera di dimissioni è stata protocollata ieri sera. Mauro Parolini, dopo 11 anni, non è più assessore ai Lavori pubblici della Provincia di Brescia. Lascia un assessorato che «governa» 1.700 km di rete stradale e che in un decennio ha investito 871 milioni di euro (di cui 280 per aggirare 53 centri urbani e 90 sulla Tangenziale sud) per dedicarsi a tempo pieno al suo nuovo impegno di consigliere regionale. 
CHE I DUE RUOLI fossero incompatibili lo si sapeva da sempre. A tre mesi dall’elezione al Pirellone, e prima di incappare in qualche richiamo dell’aula, Parolini ha ufficializzato le dimissioni. Non sono riusciti – nè lui nè il Pdl – ad ottenere la contestualità fra le sue dimissioni e la nomina del successore indicato dal Pdl, l’ex consigliere provinciale Mariateresa Vivaldini. Anche per questo Parolini ha scelto di rendere noto il suo passo alla stampa e di lanciare un appello al presidente Molgora e alla Lega. Facendo capire che se la giunta resta monca, d’ora in poi, la responsabilità spetta solo a loro. 
«Di fronte a una scelta e a una condizione nota da tempo – dice Parolini – credo sia necessario stringere i tempi. Al di là di una questione momentanea, che credo si risolverà nel volgere di pochi giorni, bisogna acquisire la consapevolezza della gravità del momento. Una coalizione forte, fatta da due grandi partiti, ha il dovere di rispondere ai bisogni dei cittadini». 
Il ragionamento politico di Parolini parte da lontano: «In Provincia – spiega – c’è oggi una situazione oggettivamente tranquilla, basata su un accordo che vale per 5 anni e stabilisce rapporti numerici chiari con 5 assessori alla Lega, 6 al Pdl e il presidente della Lega. Non c’è nulla che giustifichi una modificazione di questo quadro, anche le elezioni regionali hanno confermato il Pdl primo partito provinciale. Per questo abbiamo chiesto al presidente Molgora di fare un semplice decreto di nuova nomina, e il Pdl ha indicato il nome di Mariateresa Vivaldini. Attendiamo che la decisione arrivi in rapida successione».
LA COSA NON è avvenuta subito perchè la Lega ha chiesto tempo. In casa del Carroccio non tutto fila liscio: c’è chi non vorrebbe toccare gli equilibri generali, ritenendo impopolare di questi tempi la nomina di un assessore in più, e chi ritiene in giunta sia tempo di aggiungere un posto (leghista) a tavola. Una possibilità prevista dagli accordi: «Gli accordi – conferma Parolini – autorizzavano il presidente a nominare un dodicesimo assessore entro il dicembre scorso. Non avremmo nulla in contrario se lui decidesse di nominarlo ora, anche considerando che Molgora è sovraccarico di deleghe e quella del Turismo richiede un’attenzione quasi quotidiana». Aggiunge Parolini: «Quest’anno ha dimostrato la possibilità per la maggioranza di lavorare e di ritrovarsi sulle grandi scelte. È necessario però alzare la testa e guardare lontano mettendo in secondo piano le diatribe di potere. Gli elettori non ci perdonerebbero se non ci occupassimo dei loro problemi». 
Assenti coordinatrice e vicecoordinatore (i deputati Viviana Beccalossi e Giuseppe Romele, impegnati a Roma) è Parolini a far sentire la voce del Pdl alla Lega: «Chiediamo ai nostri alleati di guardare lontano, altrimenti tutto rischia di implodere». 
AL MOMENTO del commiato dall’ufficio di piazza Tebaldo Brusato, Parolini ringrazia i collaboratori: Nicoletta Borioni (che lo seguirà a Milano) gli ingegneri Carlo Faccin e Bortolo Perugini, i geometri responsabili della manutenzione (Pietro Bondoni) e progettazione (Livio Presti). «Una struttura di grande competenza – osserva – che spero non venga disarticolata dopo esser stata costruita nei decenni». Parolini ricorda i grandi cantieri aperti: «La tangenziale esterna è al 40%, la Valcamonica al 50%, la Brebemi». Sono le grandi sfide che non potrà gestire in prima persona. Nel suo bilancio, però, inscrive un risultato speciale: anche grazie alle rotatorie che hanno eliminato incroci pericolosi (nel decennio-Parolini ne sono state realizzate 319) il numero di morti sulla strada è precipitato: «Undici anni fa le vittime erano 233, l’anno scorso sono state 109. In nessun’altra parte d’Italia s’è registrata una flessione simile. Aver contribuito a questo risultato è il mio successo più importante».