Giornale di Brescia 6 novembre 2011
 
"Concentriamoci sui contenuti". Mauro Parolini, consigliere regionale, stringe tra le mani il documento «Verso il nuovo Pdl» che vede tra i promotori nazionali Roberto Formigoni, Maurizio Lupi, Mario Mauro e a Brescia, oltre a lui, Adriano Paroli, Bruno Faustini, Paola Vilardi, Maria Teresa Vivaldini e altri. La componente di matrice Cl e Cdo. A smentire che il dibattito interno sul come interpretare l’attuale stagione civile e politica inneschi strategie divergenti tra chi sta in politica o intende accedervi e chi opera nelle articolazioni sociali.
«Vale – chiosa Parolini – se i congressi si fanno a breve o più avanti. Ci fosse qualcuno che pensa di salvarsi impedendo al partito di crescere sbaglierebbe gravemente, come pure chi ritenesse di organizzarsi in funzione della gestione di un potere. Nella grande difficoltà che attraversiamo, il Pdl, partito popolare, è strumento per affrontare le emergenze in una prospettiva creativa e di respiro».
Il documento riassume – declinando la volontà di offrire nuove opportunità alle giovani generazioni – un’articolata serie di indicazioni su scuola e università, famiglia, difesa della vita, welfare sussidiario, impresa, lavoro, pubblica amministrazione, ambiente, Europa. Con una premessa che Parolini sottolinea: «L’Italia ha bisogno di tornare a crescere. Per farlo occorre ripartire da chi è impegnato seriamente a vivere, da chi non smette di desiderare e di costruire per il bene di tutti. C’è bisogno di una nuova sensibilità per il valore infinito che ciascuna persona racchiude, motore unico di ogni sano dinamismo sociale».
E l’impegno in politica e in particolare nel partito? «Ha senso solo se è orientato al bene comune – cita Parolini dal documento -. Dunque, perché la disaffezione non vinca anche sulla nostra storia e la nostra tradizione, vogliamo aiutare a cambiare il partito al quale apparteniamo: il Popolo della libertà. Si tratta di una grande occasione anche per ricostruire quel legame, che tanti stanno contribuendo a logorare, tra popolo e politica. Per questo sollecitiamo di iscriversi al Pdl: per costruire il nuovo Pdl, un partito che sia autenticamente popolare, nel quale sia possibile realizzare una politica in grado di ricercare sempre le soluzioni migliori per i cittadini».
A proposito di iscrizioni, c’è un balletto di numeri sul tesseramento del Pdl bresciano appena conclusosi. Secondo Parolini «la stima realistica è intorno alle 20.000 adesioni. La nostra area si segnala tra le più consistenti, forse la prima, anche se nessuno è autosufficiente. Lo dico non per arroganza, per evidenziare che il ragionamento che segue non parte da una posizione di debolezza. Noi pensiamo che la dialettica interna sia il sale della democrazia politica, nondimeno lavoriamo per la più ampia convergenza delle proposte che costituiscono il partito. Senza trincerarsi dietro una presunta maggioranza e considerare gli altri aggiuntivi. Se si trovano le convergenze, che ci sono, sui contenuti e le responsabilità di essere partito, le modalità organizzative possono essere articolate».
Qualcuno evidenzia che l’area ex An ha un seguito limitato rispetto ai parlamentari che esprime. Parolini è secco: «Hanno il seguito, magari anche qualcosa di più, che avevano quando hanno dato vita con noi al partito. Saglia e la Beccalossi sono parte significativa del Pdl».
Il disagio del gruppo consiliare in Loggia? «Fa rumore perché è la città, ma riflette una questione generale, che coinvolge più Comuni: il ruolo dei consiglieri. Se si tratta di rendere più incisivi i gruppi consiliari, ben vengano le proposte. Sicuramente non va assecondato un disordine che mini l’efficacia del partito» conclude Parolini, tornando al punto di partenza: prima i contenuti che fanno il partito, poi le istanze personali.
Adalberto Migliorati