Milano, 30 ottobre – "No alla centralizzazione della gestione del turismo, sì alla collaborazione tra Stato e Regioni; progetti condivisi tra pubblico e privato e mettere in rete differenze e autonomie per valorizzarle e essere visibili nella competizione globale". Questo ha detto l'assessore al Commercio, Turismo e Terziario di Regione Lombardia Mauro Parolini nel corso dell'incontro, ieri al museo Madre di Napoli, tra gli assessori al Turismo e Cultura delle Regioni d'Italia, il ministro dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo Dario Franceschini e il commissario Unico di Expo Giuseppe Sala.

PROTOCOLLO EXPO –  L'assessore ha presentato un protocollo operativo, condiviso con i colleghi delle altre Regioni, per gestire insieme la promozione turistica e le ricadute positive di Expo. 

COMITATO PROMOZIONE TURISMO – Nel pomeriggio l'assessore Parolini ha poi partecipato alla riunione di insediamento del Comitato Permanente di promozione del Turismo in Italia, istituito dal Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo, d'intesa con la Conferenza delle Regioni, del quale fa parte, dopo la sua recente nomina, da parte della Conferenza Stato – Regioni. "Il Comitato – ha sottolineato l'assessore – poiché composto da rappresentanti dei Ministeri, delle Regioni, dei Comuni e delle Associazioni economiche , può essere uno strumento utile se assume funzioni effettivamente operative".

PRAGMATISMO E COLLABORAZIONE PUBBLICO-PRIVATO – "Il buon accordo raggiunto tra le principali Regioni turistiche per il protocollo Expo – ha aggiunto l'assessore – dovrebbe costituire un modello per una promozione comune della 'destinazione Italia'. Pragmatismo e operatività e collaborazione tra pubblico e privato, sono gli strumenti per azioni efficaci in questa direzione".

ACCOGLIENZA – Secondo l'assessore grande attenzione dovrà essere riservata alla qualità dell'accoglienza. "Il turista che viene in Italia – ha detto – è sempre più esigente, vuole sentirsi come a casa, quindi è importante valorizzare nelle politiche turistiche il fattore umano, quindi educazione e formazione professionale". Infine un accenno alla tassa di soggiorno. "La tassa di soggiorno – ha concluso – ha senso se diventa tassa di scopo, finalizzata alla promozione e al miglioramento delle infrastrutture turistiche, in accordo tra Regioni, Comuni, operatori economici e reti turistiche".