GIornale di brescia 27 giugno 2011
 
Il rilancio del Pdl «parte dal territorio». E così dopo «le ultime elezioni che non sono state straordinariamente positive» e in presenza di «un momento delicato del partito che si prepara il primo luglio alla nomina di Alfano a segretario nazionale» i vertici bresciani del Popolo della libertà ripartono da un orgoglio tutto territoriale («In provincia vantiamo 14mila iscritti, dalle circoscrizioni fino al governo esprimiamo oltre 800 amministratori») e dall’appuntamento fissato a Roncadelle per sabato con la seconda assemblea degli eletti.
Un rilancio che vede impegnato «un partito unitario». A sottolinearlo è la coordinatrice provinciale Viviana Beccalossi. «È la nostra base a chiedercelo – spiega -, che ci sollecita a tenere aperto il dialogo con gli amministratori, i giovani, le associazioni, le categorie…». Il tema dell’unitarietà del Pdl bresciano sembra ribadito anche dal lungo tavolo con il quale i dirigenti e gli esponenti del partito si sono presentati ieri mattina alla conferenza stampa nella sede di piazzale Corvi. Ci sono la coordinatrice provinciale Viviana Beccalossi e il ministro Mariastella Gelmini, il sindaco della città Adriano Paroli e il vicepresidente della Provincia Giuseppe Romele, c’è il sottosegretario regionale Alberto Cavalli con i consiglieri regionali Margherita Peroni e Mauro Parolini, ci sono i capigruppo in consiglio provinciale e cittadino Diego Invernici e Achille Farina, c’è il vicecoordinatore Alessandro Mattinzoli.
È il ministro Gelmini a disegnare il quadro politico dentro il quale il Pdl bresciano guarda all’assemblea di sabato: «Il consiglio nazionale del primo luglio apre per il partito una stagione nuova e di rilancio, uno sforzo per un maggior radicamento territoriale che passa anche da Brescia. Si tratta di un cammino che punta a mettere in campo un maggior tasso di democrazia interna e più meritocrazia nella selezione della classe dirigente. Il dialogo col territorio, il terzo settore, la società civile e il mondo produttivo deve rimanere aperto. Bisogna pensare ai giovani, a quei due milioni di ragazzi che né studiano né lavorano, alla generazione del precariato. Dobbiamo prestare attenzione al sociale e alle fasce più deboli della popolazione, serve un partito interclassista. È necessario poter incidere positivamente nelle condizioni che la crisi ha portato nelle famiglie italiane e bresciane». E a Roncadelle? «A Roncadelle la parola andrà agli amministratori locali. E noi raccoglieremo i loro suggerimenti, le loro proposte e anche le loro critiche. Perché credo che nella nostra base sia chiaro il desiderio non di alimentare polemiche ma piuttosto di rilanciare il partito».
Un rilancio che sull’orizzonte lontano del 2013 vede rinnovi amministrativi come quello di Palazzo Loggia, ma che già l’anno prossimo porterà al voto per i Comuni di Desenzano, Darfo e Rovato: «Centri fondamentali per la nostra provincia, per i quali siamo già al lavoro – conferma Viviana Beccalossi -. L’obiettivo è confermare l’alleanza con la Lega che per noi è fondamentale, perché dove ci siamo presentati separati la risposta dell’elettorato non è stata positiva». Ai rapporti con l’Udc fa riferimento invece il ministro Gelmini che ricorda come «sia noi che loro facciamo parte dell’unica famiglia del Partito popolare europeo. E continuo a pensare che abbiano più punti in comune con noi che con Vendola».
La necessità di un doppio impegno (il dedicarsi contemporaneamente al governo delle istituzioni e al rafforzamento del partito sul territorio) è sottolineata dal sindaco cittadino Adriano Paroli. «Il voto a Milano è stato certo deludente, ma forse prevedibile perché Lega e Pdl si presentavano al di sotto del 50%. In ogni caso dagli errori si può imparare e questa fase può aprire una nuova stagione di rilancio tanto nazionale quanto locale».
E a chi chiede se il futuro del partito a Brescia non debba passare attraverso una forte leadership di Mariastella Gelmini, lo stesso ministro ricorda che «il Pdl un leader ce l’ha già ed è Silvio Berlusconi. Poi sul territorio c’è una squadra fatta di singole personalità che lavorano insieme. E questa è una ricchezza».
Massimo Lanzini