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Bresciaoggi, 4 febbraio
 
Il Pdl ha ceduto «con sacrificio» al Carroccio e a Roberto Maroni la poltrona di governatore, ma non abbassa le aspettative per la corsa regionale. La visita del coordinatore regionale Mario Mantovani nella sede di via Rodi è servita ieri anche per lanciare un appello all´orgoglio pidiellino: «A Brescia non fatevi superare della Lega!», ha esortato rivolgendosi alla squadra di candidati al consiglio regionale.
«Non aveva senso presentarci con una coalizione che non avesse speranza di vincere – ha spiegato il coordinatore – ma non rinunciamo ai nostri principi e ai nostri programmi. La libertà di curarsi dove uno crede. La libertà d´impresa senza lacci e lacciuoli. Il rilancio delle aziende e del lavoro lombardo perché genera occupazione, con interventi sull´Irap che possono generare 100mila posti di lavoro». 
Diverso sì, ma il Pdl si prende però in carico il sogno leghista della macroregione del Nord: «Lo sosteniamo rispetto alla Padania perché si presenta con principi diversi anche di carattere costituzionale – ha spiegato Mantovani, in odore di vicepresidenza -. Inizieremo a mettere sul tavolo prassi comuni perché ci siano sinergie e iniziative simili nei diversi livelli. Certo, noi preferiremmo una Lombardia autonoma. un provvedimento costituzionale e lo lanceremo, con 10 o 12 regioni autonome faremmo il bene del Paese».
LA SQUADRA. Liste rinnovate escludendo chi sedeva nei banchi del Pirellone da più di due legislature e rappresentatività di tutte le istanze giunte sul tavolo del Pdl. Sono questi, ha rimarcato Mantovani, i criteri utilizzati per la selezione dei candidati. Tutti hanno dovuto siglare un patto in otto punti garantendo di votare il taglio ai costi della politica, i provvedimenti inerenti il programma presentato, di essere trasparenti, di non tradire il mandato degli elettori passando da un gruppo all´altro, di rimettersi alle decisioni del gruppo, di autosospendersi se indagati e dimettersi se condannati. «Esperienza, competenza e legame con il territorio» sono le doti che, per il coordinatore provinciale Alessandro Mattinzoli li contraddistinguono.
Quanto ai programmi Alberto Cavalli, ex presidente della Provincia e sottosegretario uscente, mette al centro lavoro ed economia («ho lavorato a fianco di imprese, famiglie e associazioni», rivendica) mentre Licia Forti, studentessa lavoratrice, promette che si preoccuperà dei giovani che escono dall´università e non hanno lavoro. Per Giampaolo Mantelli, consigliere provinciale e ex assessore oltre che sindaco di San Gervasio, «i posti di lavoro non si fanno con la Borsa» e «più che altro dovremo impegnarci per convincere la gente a venire alle urne». Vania Gobbetto, insegnante di Calcinato, ha soprattutto l´ambizione di «dare un contributo alla lista». 
Espressione del movimento giovanile «ma non solo» è Mattia Margaroli, presidente della circoscrizione Ovest, che si preoccupa dell´ambiente («il territorio che amministre è fortemente inquinato, sto attendendo risposte da chi governa in Regione. Spero di portare risposte», dice). 
ASSENTI Beatrice Laini e Maria Mastinu, tocca al consigliere uscente Mauro Parolini sottolineare due punti programmatici che ritiene qualificanti: la riproposizione della dote scuola e la certezza dei tempi delle autorizzazioni («il silenzio assenso va esteso a tutte le procedure, non solo al settore urbanistico»). Marcelo Adolfo Poblete, giornalista di Quattroruote, si propone come «contatto diretto tra le istituzioni e i cittadini» mentre Luciana Sgotti, sindaco di Nuvolera, «vive il territorio nella parte più concreta». «Mi fa orrore – spiega – vedere la nostra società fatta di cassintegrati, disoccupati, cittadini che hanno perso il lavoro. Perciò la nostra priorità dovrà essere il sostegno all´impresa».

Natalia Danesi