Bresciaoggi 20 settembre 2012

 
Sette giorni fa i cacciatori erano usciti «perplessi e dubbiosi» dalla sala riunioni della Commissione Agricoltura regionale, dove l´assenza ingiustificata del consigliere leghista Alessandro Marelli aveva fatto slittare la discussione del progetto di legge sulla caccia in deroga. Ieri, invece, tutto è andato secondo programmi, con la commissione presieduta da Mauro Parolini (Pdl) che ha approvato il documento che dovrà disciplinare la caccia in deroga per storno (sturnus vulgaris), fringuello (fringilla coelebs), peppola (fringilla montifringilla), pispola (anthus pratensis) e frosone (coccothraustes coccothraustes). Il condizionale, malgrado il benestare della commissione, è d´obbligo visto che solo il prossimo 25 settembre (data del consiglio regionale) la legge dovrà essere votata e ratificata dall´assise politica. E non è detto che le ragioni dei cacciatori vengano assecondate dalla maggioranza che governa il Pirellone. «Confido che il nostro lavoro sia tenuto in considerazione dovuta – ha rimarcato Parolini -. Abbiamo limato e fatto sintesi su una proposta che oggi segue tutte le normative senza dimenticare le nostre tradizioni». La lettera, inviata dal Governatore Roberto Formigoni al presidente Parolini, in cui si chiedeva di rispettare la legislazione europea nel redigere la nuova proposta di legge, sembrava aver complicato tutto. Invece la commissione è uscita dal «budello istituzionale» grazie all´indicazione di Vanni Ligasacchi (Pdl) e all´emendamento «fuso con la proposta Lega-Udc». Così alla fine hanno votato a favore Pdl, Lega Nord e Udc, mentre Pd, Idv e Sel hanno lasciato la seduta prima della votazione. 
Ha rimarcato Parolini: «Il progetto di legge è frutto dell´abbinamento di una proposta della Lega e di quella dell´Udc, modificate con un emendamento. Le Province, secondo questo documento, potranno adottare provvedimenti di deroga solo per le cinque specie indicate nel progetto di legge; il prelievo massimo complessivo per specie e per provincia verrà stabilito sulla base dei limiti complessivi regionali, determinati nel rispetto delle piccole quantità». 
LA CACCIA potrà essere praticata tra l´1 ottobre e il 30 novembre con il martedì e il venerdì di «silenzio venatorio». 
«Ogni cacciatore potrà prelevare al giorno e per stagione un numero massimo di dieci unità per ciascuna specie – hanno messo nero su bianco in commissione -. Ulteriori punti dell´emendamento prevedono che per l´esercizio della caccia si potranno usare esclusivamente appostamenti fissi e temporanei e l´utilizzo di richiami vivi appartenenti alle specie in deroga sarà consentito utilizzando unicamente capi di allevamento e muniti di anellino». giuseppe.spatola@bresciaoggi.it