Comunicato Stampa 11 febbraio 2011
 

Rendere la vita più facile ai cittadini tutelando l’interesse pubblico con norme più semplici. E’ questo l’obiettivo perseguito e centrato da due emendamenti al collegato della legge finanziaria della Regione Lombardia studiati e  proposti dal consigliere regionale Mauro Parolini (Pdl). Variazioni che sono state accolte e approvate dalla Commissione V, Territorio, e che martedì 15 febbraio passeranno  all’esame del Consiglio regionale per  diventare legge regionale.

“Si tratta di norme di buon senso che riguardano la materia edilizia – spiega Parolini – e consentono di  eliminare  passaggi di carattere eminentemente burocratico. Sono semplificazioni che non comportano oneri per l’amministrazione ma che producono  risparmi per i cittadini.”

“Il settore edile, fra i più colpiti dalla crisi, non ha  bisogno di una deregulation che metta in gioco la tutela di valori da tutti   condivisi ma  di una semplificazione delle procedure che eviti perdite di tempo  e complicazioni che non  aggiungono nulla alla tutela dell’interesse pubblico, ma che non producono null’altro che l’allungamento  dei tempi e danni  economici. A tal proposito, ho proposto due emendamenti per  modificare la Legge regionale n. 12/2005 conosciuta come "Legge urbanistica".”

Il primo  riguarda le varianti in corso d’opera di lavori già autorizzati con permesso di costruire o  denuncia d’inizio attività. Tali varianti non devono incidere sugli indici urbanistici, sui volumi, non possono modificare destinazioni e categoria edilizia,  la sagoma esterna né violare le prescrizioni originarie. In questo caso basta  fare  una “comunicazione di eseguita attività” che può essere presentata sino alla dichiarazione di ultimazione dei lavori.  La norma riguarda le modifiche interne ad un edificio e quelle esterne come spostamento di finestre o altre piccole modifiche che, attualmente, richiedono un complesso iter burocratico identico a quello dell’autorizzazione principale.

La seconda variazione riguarda le certificazioni da allegare alle domande di permesso di costruire o alle denunce d’inizio attività.  Oggi è previsto che il cittadino debba richiedere al Comune i certificati che poi allega alla domanda, riconsegnandoli al Comune stesso. Il provvedimento, proposto da Mauro Parolini ed approvato dalla Commissione V, Territorio,  prevede che i certificati  da allegare alla richiesta  che sono rilasciati dal Comune  non siano più prodotti  preventivamente dal richiedente ma vengano aggiunti  d’ufficio alla pratica dal Comune stesso.