Milano, 13 lug. – “Siamo riusciti ad ottenere la stesura di un testo che completa e ottimizza l’impianto rivoluzionario inaugurato del governo Formigoni nel ’97 e che negli anni ha permesso al nostro sistema sanitario non solo di eccellere per gli elevati volumi di prestazioni e il loro standard qualitativo, ma anche di garantire un rapporto costi/benefici tra i migliori in Europa”. Mauro Parolini, assessore regionale lombardo in quota NCD, interviene alla vigilia delle sedute di Consiglio Regionale che voterà il Progetto di Legge di riforma del Sistema Socio-Sanitario lombardo, rimarcando in una nota “il contributo determinante dei rappresentati del Nuovo Centro Destra nell’importante lavoro di sintesi e di confronto che hanno svolto in Commissione”.

MANTENUTI PRINCIPI CARDINE – “Arriva quindi in aula una riforma che tiene conto dei cambiamenti sociali e demografici che hanno mutato negli ultimi anni le esigenze dei cittadini e – ha aggiunto Parolini – che al contempo garantisce quelli che erano e rimangono principi cardine della sanità lombarda come, ad esempio, libertà di scelta, la competitività tra le strutture pubbliche e private e la valorizzazione del ruolo del volontariato”.

COLLEGAMENTO CON ESIGENZE TERRITORIO – Parolini ha inoltre sottolineato che “l'aggregazione tra territorio e ospedale presente nella riforma porterà a una gestione migliore e più efficiente dei servizi prestati, in stretto collegamento con il tessuto sociale di riferimento e con le esigenze che esprime. In questo quadro di riferimento l’integrazione tra le funzioni sanitarie e quelle sociosanitarie, pur mantenendo una gestione separata, favorirà nuove e virtuose sinergie. La sanità lombarda mantiene l'organizzazione consolidata in questi anni e la rafforza avvicinandosi in modo più stretto alle necessità delle famiglie”.

RUOLO DEL CIVILE DI BRESCIA – Riferendosi infine al territorio bresciano, l’assessore Parolini ha dichiarato che “l’integrazione degli ospedali di Gardone Valtrompia e Montichiari con il Civile di Brescia valorizza le funzioni di questi due poli sanitari, che servono aree importanti della nostra provincia e che difficilmente potrebbero mantenere livelli qualitativi così elevati se accorpati ad altre realtà. Ora occorre prevedere modalità di rapporto più stretto con l'area urbana anche del Civile, che unisce alle alte specialità e alla clinica universitaria anche molti servizi di base che non possono essere scollegati dal territorio”.