Giornale di Brescia 10 ottobre 2010
 
Che strano effetto che fa quel cerchiolino bianco bordato di rosso con disegnato dentro un camion. È un banalissimo cartello di divieto di transito per mezzi pesanti, ma qui, all’ingresso di San Zeno, lo si vede per la prima volta. Altro che banale, quel segnale ha ben altri significati rispetto a quelli che abbiamo imparato a scuola guida: vuol dire un paese che respira, che arriva finalmente al traguardo di un’altra, più alta, qualità della vita. E che per questo fa, legittimamente, festa.
È arrivata la tangenzialina, o deviante, o variante: chiamiamola come vogliamo, ma quel che conta è che adesso c’è una strada che porta il traffico della 45 bis fuori dal centro di San Zeno, dove fino a ieri circolavano 23mila veicoli al giorno. Fino a ieri, giornata di approdo di un lungo, per certi versi travagliato, percorso di avvicinamento, giorno dell’inaugurazione di quei 3 chilometri di asfalto tanto attesi e così fortemente voluti.
Dalla firma dell’accordo di programma fra Comune, Provincia e Regione sono passati cinque anni, il tempo necessario per la progettazione, l’acquisizione delle aree, un primo appalto «saltato» per il fallimento della ditta vincitrice, la seconda, definitiva assegnazione dei lavori, la loro realizzazione e conclusione (in circa dodici mesi). L’opera è costata 10 milioni di euro, così ripartiti: 6,2 a carico del Broletto, 2,6 del Municipio, 1,2 del Pirellone. 
Una spesa ingente, ma giustificata dall’estrema necessità della nuova infrastruttura. L’ha ricordato l’assessore provinciale ai Lavori pubblici, Maria Teresa Vivaldini, nel suo intervento di ieri pomeriggio all’inaugurazione: «La Provincia – ha detto – ha progettato e costruito questa variante per risolvere il problema del traffico che soffocava San Zeno e pure per rendere più agevole la viabilità in accesso alla città dalla Bassa. Da oggi San Zeno rivive, torna ad essere un paese a misura d’uomo. 
«Ma – ha aggiunto l’assessore – non ci fermiamo qui: dopo aver portato a termine quest’opera, fortemente voluta dal mio predecessore Mauro Parolini e dal sindaco Angiolino Serpelloni, continueremo il lavoro per il miglioramento della viabilità bresciana, per renderla più sicura, più sostenibile, più adatta alle esigenze del nostro territorio». Cominciando magari da un futuro collegamento di questa variante con la Tangenziale Sud.
Dopo il breve saluto del vicepresidente del Consiglio regionale, Franco Nicoli Cristiani, alla cerimonia di inaugurazione è intervenuto il consigliere regionale Mauro Parolini, che come ex assessore provinciale ai Lavori pubblici ha ricordato l’iter dell’opera, riconoscendo i meriti del sindaco Serpelloni e garantendo l’impegno del Pirellone, «nonostante la grandissima difficoltà dell’ente per il taglio dei trasferimenti da destinare alle strade ex Anas, per finanziare ulteriori opere su questa ed altre arterie».
Infine è toccato al primo cittadino Angiolino Serpelloni, che alla presenza dei suoi tre predecessori (Franco Masserdotti, Franco Gerardi e Ruggero Bonardi) ha parlato di «una favola che si avvera, di un’opera fondamentale per la nostra comunità, che vede finalmente cadere quella sorta di barriera che divideva il nostro paese in due parti. Potremo passeggiare in centro con più sicurezza, fermarci a fare quattro chiacchiere sul sagrato della chiesa, la nostra economia potrà trarne beneficio. È la vittoria della nostra comunità, che ha mostrato grande compattezza e solidarietà. È la vittoria anche della buona politica, quella che progetta, lavora e realizza, tenendo fede agli impegni presi coi cittadini».
Si taglia il nastro tra gli applausi dei molti sanzenesi presenti, le majorettes di Castrezzato si esibiscono, la banda di Gussago suona l’inno di Mameli mentre i ciclisti per primi vanno a percorrere la nuova strada. Poi in serata toccherà alle auto ed ai camion, qui indirizzati da quel cartello col cerchiolino rosso e dal significato così speciale.
Alessandro Carini