Giornale di Brescia 12 febbraio 2010
 
Mille volontari per formare la «Catena della vita». Torna in pista l’iniziativa che negli ultimi 2 anni ha coinvolto parecchie migliaia di giovani frequentatori delle discoteche bresciane, con l’obiettivo di prevenire le conseguenze della guida in stato d’ebbrezza.
L’opera di sensibilizzazione attuata inizialmente dai volontari di 4 associazioni, ha avuto successo. Sarà riproposta, a partire dal mese di marzo, all’esterno di 8 discoteche del Garda e della Bassa, riuscendo stavolta a coinvolgere i volontari di ben 11 associazioni moltiplicando così le presenze, puntando alla prevenzione degli incidenti ma anche promuovendo incontri di formazione e di sensibilizzazione.
Un’iniziativa nata nel 2008
«Tutto è cominciato nel 2008, quando l’assessorato ai Lavori pubblici della Provincia ha lanciato il progetto di prevenzione delle stragi del sabato sera – ricorda l’assessore Mauro Parolini -. L’idea era quella di avvicinare i giovani proprio dentro e fuori le discoteche, così da attivare un’azione di sensibilizzazione. Arrivarono i gazebo ed i punti d’informazione, proponendo ai ragazzi di sottoporsi al test antialcol all’uscita del locale quando, finita la notte, risalivano in auto per tornare a casa. Chi superava il test otteneva dei gadget in regalo e un ingresso gratuito nella stessa discoteca».
«A distanza di due anni si deve riconoscere pieno successo all’iniziativa – conferma Piergiuseppe Bertola, responsabile della "Catena della vita" e vicepresidente del Cosp di Bedizzole -. Per questo motivo abbiamo deciso non solo di ripetere il progetto ma, altresì di potenziarlo».
In sintesi nel 2008 i volontari hanno effettuato 20 uscite all’esterno delle discoteche Fura, Desigual, Art, Le Plaisir, Casa de Sica, Florida e Plaza, testando 2.132 persone con ben 888 risultati di positività, cioè di superamento del livello massimo ci concentrazione di alcol nel sangue che è di 0,5 milligrammi. Di questi, 754 erano maschi e 134 le ragazze. Le positività sono concentrate nella fascia d’età compresa fra 18 e 20 seguita da quella fra 21 e 23 anni. Nel 2009 le uscite sono state 12 e la percentuale di test con risultati oltre i limiti di legge è aumentata.
Si ricomincia dal mese di marzo
Il progetto, come abbiamo detto, verrà riproposto anche quest’anno, già a partire probabilmente da marzo.
«Abbiamo cercato di allargare i nostri orizzonti – spiega il coordinatore Piergiuseppe Bertola -. Inizialmente i gruppi coinvolti erano 4: Cosp di Bedizzole, Lonato emergenza, Van di Nuvolento e Valtenesi soccorso. Basandoci sulle esperienze maturate nel corso di questi due anni, abbiamo puntato a estendere l’iniziativa coinvolgendo altre associazioni. Così oltre al patrocinio dell’assessorato ai Lavori pubblici della Provincia e dei Comuni di Desenzano, Calcinato, Calvagese e Lonato, abbiamo ottenuto l’adesione di molti enti e associazioni, oltre che dei titolari dei locali pubblici. Attualmente hanno aderito, oltre alle 4 associazioni prima ricordate, la sezione provinciale della Croce Rossa, il Cosp di Nave, la Federazione dei volontari del soccorso di Brescia, l’Associazione nazionale carabinieri soccorso sanitario, Bassa Bresciana soccorso, Capriolo, Sarc Roncadelle».
«Ci proponiamo altresì – conclude Bertola -, ampliando i nostri orizzonti, di promuovere formazione e aiuto ai genitori ed a giovani studenti, continuando i test dell’alcol per tenere monitorato il fenomeno alcol. Effettueremo inoltre, a chi vorrà volontariamente sottoporsi, anche test antidroga utilizzando due strumenti definiti "banane". Ma saremo presenti nelle scuole, nei punti d’incontro, nelle feste di paese, fuori dai locali».e. s.