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“E l’esistenza diventa una immensa certezza” è il titolo della prossima edizione del Meeting di Rimini, presentata ieri a Roma all’Ambasciata italiana presso la Santa Sede. Un titolo che suona provocatorio, soprattutto ora, a metà giugno 2011, ma che vuole indicare la possibilità di certezza che pur si documenta nell’esperienza di uomini e donne del nostro tempo, così segnato dallo smarrimento e così bisognoso di ritrovare un punto fermo da cui ripartire. 

Nel quadro del ricchissimo programma del Meeting, l’incontro inaugurale, a cui parteciperà il presidente Giorgio Napolitano è intitolato “150 anni di sussidiarietà”, tema a cui è dedicata una mostra, che intende essere il racconto di una storia fatta di opere, iniziative e realtà sociali ed economiche, frutto dell’energia costruttiva, dell’inventiva, della sussidiarietà e della solidarietà che hanno costituito il DNA del nostro Paese. Punto sorgivo di tale ricchezza è una cultura fondata sulla convinzione, originata dal Cristianesimo, che ogni singolo uomo valga “più di tutto l’universo” e non sia riducibile ad alcuna organizzazione sociale e politica. Questa concezione di uomo ha dato vita a una grande civiltà, che precede il formarsi dello Stato unitario, ricca di diversità unificanti, alla quale hanno contribuito tutti gli italiani, in diversi modi, con il loro lavoro, le loro millenarie tradizioni, il loro impegno sociale e politico. E’ una storia fatta di una componente “sussidiaria” che ha contribuito alla costruzione di un popolo e di un grande Paese. 

In cosa consiste la forza di tale componente? In quella che possiamo sinteticamente chiamare “capacità di cambiamento”. Se guardiamo alla nostra storia, ci accorgiamo che l’Italia ha sempre avuto una attitudine, molto originale, a cambiare. La grande migrazione, determinata dalla malattia dell’ulivo e della vite che causò il crollo del sistema agricolo italiano, vide venti milioni di persone lasciare il Paese tra il 1880 e il 1920. A seguito della successiva industrializzazione, l’Italia reagì facendo nascere un fenomeno nuovo: i movimenti cattolico e operaio che, in virtù degli ideali che portavano, seppero rispondere ai bisogni concreti che le nuove situazioni di lavoro determinavano.

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