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Giornale di Brescia 30 marzo 2010
 
A notte fonda prende forma, con non poche incertezze stante la complessità dei calcoli per l’assegnazione dei seggi, la pattuglia bresciana destinata a sedere tra i banchi della nuova sala consigliare dell’Altra Sede, la futura «casa» della Regione Lombardia. 
Il Pdl conquisterebbe direttamente due seggi degli otto da assegnare a livello circoscrizionale, e un terzo ne otterrebbe nel riparto su base regionale dei voti residui. Il vero outsider della compagine, il più votato in assoluto, alla sua prima candidatura alle Regionali, è Mauro Parolini, forte di 19.019 attestazioni di fiducia. A seguirlo, secondo per preferenze ottenute, è Franco Nicoli Cristiani che bissa il successo del 2005 con 15.665 voti. Resta in Regione anche Margherita Peroni che vanta 14.978 preferenze. Invariato, dopo l’esito dello sfibrante testa a testa col Pdl che ha tenuto banco per tutta la nottata, anche il numero dei seggi del parlamentino lombardo assegnati al Carroccio bresciano: della lista circoscrizionale della Lega Nord, infatti, risultano premiati dagli elettori – stando ai primi calcoli – due candidati. A mietere consensi a man bassa tra le file leghiste è Bossi junior: Renzo, il figlio del Senatùr Umberto, leader del movimento, fa suo un seggio con 12.893 voti, seguito da Pierluigi Toscani, che tocca quota 4.777.
A occupare i banchi dell’opposizione, andranno invece due candidati del Pd locale, uno direttamente e uno dal riparto regionale. Si tratta di Gianantonio Girelli, che ha avuto la fiducia di 9.518 elettori e di Giambattista Ferrari che, secondo per preferenze con 7.431 consensi, supera Arturo Squassina, allo stato, fuori dal Consiglio Regionale. Maggiore incertezza regna sul candidato destinato a completare la formazione della Leonessa: il seggio «vacante» è conteso tra il più votato della lista Idv, Francesco Patitucci, con 935 consensi, e Gianmarco Quadrini, primo – con oltre 4.500 voti – dell’Udc. La lista che sosteneva Pezzotta, in realtà è superata dai dipietristi, che però sconterebbero il fatto di far parte di una coalizione, quella pro Penati. Né si esclude la possibilità di un nono eletto bresciano. Neppure gli addetti ai lavori e gli stessi esponenti di partito ieri sera avevano certezze. Anche perché tutti i voti residui, ossia non utili all’assegnazione dei seggi nelle singole circoscrizioni perché inferiori al quoziente elettorale andranno cumulati, assieme ai voti delle liste non ammesse alla ripartizione, per un ulteriore calcolo a base regionale. Stanti i numeri, potrebbe scapparci pure il terzo seggio della Lega.
Ardua anche la partita dei due bresciani nel listino regionale di Formigoni, Enrico Mattinzoli (Pdl) e Monica Rizzi (Ln): se ai «formigoniani» andrà più del 50% dei seggi totali, – e il 56% dei consensi lo lascia credere – il listino non beneficerà del bonus di maggioranza. Così solo otto dei candidati entrerebbero. E i due bresciani sarebbero esclusi.